Colite ulcerosa, approvata rimborsabilità di mirikizumab

Con l’approvazione della rimborsabilità di mirikizumab, farmaco sviluppato da Lilly, i pazienti potranno avvalersi di una nuova opportunità per ridurre i sintomi che impattano maggiormente sulla vita quotidiana. 

Con circa 4 mila nuove diagnosi ogni anno, la colite ulcerosa è una patologia che colpisce in Italia 150 mila pazienti. I sintomi più comuni hanno un forte impatto negativo sulle attività di ogni giorno e sulla vita sociale.

Se ne è parlato nel corso della conferenza “Colite ulcerosa: dai bisogni dei pazienti a nuove prospettive”, organizzato da Lilly, azienda farmaceutica che ha recentemente ottenuto la rimborsabilità del medicinale mirikizumab, in virtù dei buoni risultati emersi dagli studi sui pazienti.

L’evento è ha visto la partecipazione di Alessandro Armuzzi, responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e professore ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University; Salvo Leone, direttore generale di Amici Italia e chairman di European Federation of Crohn’s & Ulcerative Colitis Associations (EFCCA); Massimo Claudio Fantini, segretario generale di IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) e professore ordinario di Gastroenterologia, Università degli Studi di Cagliari, direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, AOU, Cagliari; Veronica Rogai, Associate VP-Medical Italy Hub Lilly.

Patologia infiammatoria cronica

La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino, che insorge nella maggioranza dei casi in giovane età.

«Alla base di questa patologia», ha dichiarato Armuzzi, «c’è una predisposizione genetica e una serie di fattori ambientali ancora poco chiari che agiscono sul microbiota. In genere esordisce tra i 15 e i 30 anni, quando si innesca un processo infiammatorio nella parte più interna del retto e del colon, dove compaiono le ulcerazioni.
I sintomi caratteristici includono: sanguinamento rettale, diarrea, dolore addominale, fatica e urgenza evacuativa. La diagnosi si effettua con una prima serie di esami del sangue e delle feci. Se il sospetto è confermato, vengono poi eseguite la colonscopia e la biopsia per ottenere la diagnosi definitiva».

Convivere con la colite ulcerosa è molto difficile. Spesso non se ne parla e il paziente tende a isolarsi.

«La malattia non colpisce solo l’organo ma la persona nella sua globalità», ha sottolineato Leone. «I sintomi sono difficili da raccontare, il che porta il paziente a vivere in una sorta di isolamento, non solo dal suo contesto sociale più prossimo ma anche in tutti gli altri ambiti, a cominciare da quello lavorativo e scolastico».

Per diffondere una maggior conoscenza della colite ulcerosa, AMICI ha collaborato con Lilly per la realizzazione di una guida che racconta la malattia dal punto di vista dei malati.

Mirikizumab, nuovo farmaco ora rimborsabile

Lilly ha sviluppato mirikizumab, nuova opportunità farmaceutica per chi soffre di colite ulcerosa.

«Si tratta del primo farmaco di una classe di inibitori selettivi dell’interleuchina-23p19, fattore fondamentale dell’infiammazione cronica che caratterizza questa malattia», ha spiegato Fantini. «Mirikizumab ha ricevuto l’approvazione per la rimborsabilità da Aifa, grazie ai dati positivi emersi dagli studi condotti per dimostrare l’efficacia del medicinale.
Il farmaco ha infatti dimostrato in un quarto dei pazienti, dopo 15 giorni di terapia, la capacità di indurre il completo controllo di sintomi come la frequenza evacuativa e il sanguinamento. Il 60% dei pazienti ha invece avuto una significativa riduzione dei sintomi.

A 40 settimane dall’inizio della sperimentazione, i sintomi sono risultati in remissione per la metà dei pazienti. Anche il profilo di sicurezza è risultato ottimo, perché non sono stati osservati eventi avversi maggiori».

Lo sviluppo di farmaci che rispondano ai bisogni insoddisfatti dei pazienti è la mission di Lilly che, come ha dichiarato Veronica Rogai, è pioniera nello sviluppo di nuove opzioni terapeutiche da 150 anni.

«Attraverso la biotecnologia, la chimica e la medicina genetica i nostri scienziati sviluppano nuovi medicinali. Negli ultimi dieci anni, l’azienda ne ha lanciati venti. A muoverci in questa direzione sono sempre i bisogni insoddisfatti dei pazienti. Oggi entriamo in gastroenterologia dove Lilly rimarrà, proseguendo con il proprio impegno come in tutte le aree storiche in cui siamo già presenti».