A Milano gli stati generali delle terapie digitali

«Le terapie digitali rappresentano la via di cura della medicina del terzo millennio e dovranno essere disponibili per tutti i cittadini, indipendentemente dal territorio di residenza, dalla fascia di reddito di appartenenza, dal contesto socio-demografico. La bontà di una terapia si misura oltre che sugli esiti di cura, in efficacia e sicurezza, anche sulla accessibilità a chiunque ne abbia bisogno.

L’innovazione, resa possibile dalla ricerca scientifica italiana che è un fiore all’occhiello del Paese, è favorita dalle nuove tecnologie e dagli strumenti digitali che si affacciano in maniera sempre più preponderante nella nostra realtà, in primo luogo dall’intelligenza artificiale, permettendo di curare patologie orfane di trattamento. Soluzioni e modalità di cura che stanno cambiando le prospettive di approccio e gestione del paziente».

Con queste parole il ministro della Salute, Oreste Schillaci, ha aperto i lavori degli Stati Generali della Sanità Digitale e delle Terapie Digitali, che si sono tenuti a Milano promossi dall’intergruppo parlamentare Terapie Digitali e Sanità Digitale, con la partnership del Politecnico di Milano.

Le potenzialità delle DTx

Digitalizzazione e tecnologie digitali favoriscono il forte impulso nel miglioramento della qualità della cura e della salute dei pazienti in contesti di cronicità, fragilità, disabilità, in setting domiciliari e residenziali. Riducono in maniera sensibile gli accesi in ospedale e nei Pronto Soccorso, sgravano di costi importanti il sistema, specificatamente il SSN.

Lo sottolinea il ministro della Salute che aggiunge: «l’innovazione e con essa le tecnologie e le DTx sono lo strumento per rispondere efficacemente ai cittadini, rimodernare il sistema, implementare un modello di medicina (personalizzata) che riduca le diseguaglianze territoriali e promuova la sostenibilità.

Ciò implica che alla base ci sia e si strutturi una sanità interconnessa, interoperabile e multidisciplinare, che si faccia interprete di nuove formazione e competenze, digitali e manageriali che saranno richieste agli operatori sanitari del terzo millennio. Sono molti gli ambiti che potranno beneficiare delle tecnologie, tra queste l’utilizzo e lo sfruttamento di tutte le potenzialità del Fascicolo Sanitario Elettronico, la telemedicina, la medicina di prossimità. Si sta investendo molto in tecnologia, digitalizzazione e innovazione cui è stato destinato il 40% del PNRR».

In ottemperanza anche ai dati della ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, secondo cui la spesa associata alla sanità digitale è cresciuta del 22% solo nel 2023, arrivando a quota 2,2 miliardi di euro, con una crescente risposta di interesse anche da parte del cittadino, la cui propensione all’utilizzo delle DTx è salita al 65%.

Sono 93 le DTx attualmente disponibili in vari Paesi (Germania, Francia, Regno Unito e USA) con maggiore applicazione, sempre secondo l’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano, in psichiatria (37%), endocrinologia (14%), reumatologia (10%), oncologia (10%).

Trattamenti innovativi che sfruttano come vettore-farmaco, algoritmi, software, dispositivi e processi basati su evidenze scientifiche emerse da sperimentazioni cliniche rigorose, trovando indicazione ad esempio in percorsi e interventi cognitivo-comportamentali personalizzati sui singoli pazienti, nella gestione di patologie e disturbi mentali (psichici/psichiatrici), malattie croniche come diabete, asma, ipertensione, fino alle dipendenze (da sostanze o comportamentali), queste ultime i veri ambiti di patologia in cui sono state oggi sviluppate, testate e autorizzate le prime DTx, fino alla possibilità di impiego in percorsi riabilitativi aumentandone performance e efficacia.
Ciò prevede che segua una formazione e l’empowerment del paziente che deve essere educato all’utilizzo corretto e responsabile (consapevole) delle nuove tecnologie e delle DTx.

Richiesta di un quadro normativo

Occorrerà sanare anche il gag normativo inerente le DTx, prevedendo una collocazione ad hoc all’interno del SSN e dei percorsi residenziali, nei quali si stima che la loro introduzione potrà essere sempre più massiva: un quadro di riferimento delle norme e delle procedure sia dal punto di vista scientifico che regolatorio.

“Manca un chiaro documento di governance”, ha sottolineato l’on. Simona Loizzo, presidente dell’intergruppo parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali, “ed è quindi compito della politica intervenire per recuperare il ritardo rispetto agli altri paesi che già si stanno muovendo in modo organico. Per questa ragione, come Intergruppo, abbiamo presentato una proposta di legge per definire gli ambiti d’uso delle terapie digitali e istituire organismi di valutazione e monitoraggio”.

Lo sviluppo della sanità digitale, compreso le DTx, all’interno di una corretta programmazione di sistema, può assicurare alla sanità italiana il superamento della divisione ospedale-territorio, permettendo di realizzare anche quella sanità di prossimità che è la vera chiave di una corretta gestione delle cronicità e dei sempre più vasti bisogni di salute, si legge nel patto di legislatura, presentato sul tema in occasione degli stati generali che hanno visto la partecipazione di tutti gli stakeholder coinvolti: rappresentati di governo, politici, delle istituzioni scientifiche, dell’imprenditoria, del mondo universitario e di quello advocacy.

Uno pool di expertise e di diverse visioni necessarie e fondamentali per arrivare alla definizione di sinergie e strategie per identificare un approccio comune che ponga le terapie digitali e la sanità digitale al vertice dell’agenda politica del paese, traghettando questo nuovo modello nell’era 4.0 della salute.

Il tavolo di lavoro sulle terapie digitali

In occasione degli stati generali è stato (anticipatamente) istituito anche un tavolo tecnico a cui erano seduti esperti, molti dei quali referenti al Comitato scientifico dell’intergruppo parlamentare Sanità Digitale e Terapia Digitale, per concretizzare proposte da portare al ministro della Salute.

Prioritarie, la necessità di trasformare le DTx in una realtà sull’intero territorio, in tempi rapidi, l’accelerazione del contributo italiano, in ritardo rispetto ad altri Paesi europei (Germania, Francia, Olanda), l’accesso agile e facilitato all’innovazione a tutti i pazienti, l’identificazione di possibili setting di applicazione delle DTx e le responsabilità dei diversi attori, l’opportunità di implementare nuovi strumenti, come piattaforme dedicate o già esistenti per uniformarne l’impiego in ogni area del Paese e centro di riferimento.

Fondamentali saranno ruolo e azioni dell’intergruppo parlamentare che permetteranno di recuperare oltre al divario tra l’Italia e gli altri Paesi europei, di mettere le basi per lo sviluppo di una sanità innovativa, rispondente, equa e sostenibile.