Enfortumab vedotin e pembrolizumab: nuovi dati confermano efficacia nel carcinoma uroteliale

La combinazione terapeutica di enfortumab vedotin e pembrolizumab continua a dimostrare un’efficacia superiore rispetto alla chemioterapia nel trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico. Lo comunicano Pfizer e Astellas annunciando i dati aggiornati dello studio di fase 3 EV-302. Questa combinazione terapeutica ha raddoppiato la sopravvivenza globale mediana e la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia tradizionale.

Risultati dello studio EV-302

A quasi 30 mesi di follow-up, i risultati hanno evidenziato che enfortumab vedotin più pembrolizumab riduce il rischio di morte del 49% rispetto alla chemioterapia. La sopravvivenza globale mediana è stata di 33.8 mesi rispetto ai 15.9 mesi della chemioterapia.

Inoltre, la sopravvivenza libera da progressione mediana è risultata di 12.5 mesi per la combinazione, contro i 6.3 mesi della chemioterapia. Questi dati confermano il ruolo centrale della combinazione come standard di cura nel trattamento del carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico.

Lo studio EV-302 ha coinvolto 886 pazienti con la/mUC precedentemente non trattato, indipendentemente dallo stato di espressione di PD-L1. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere enfortumab vedotin in combinazione con pembrolizumab o chemioterapia a base di platino.
Gli endpoint primari dello studio erano la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione, mentre gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva e la durata della risposta.

Profilo di sicurezza stabile

Il profilo di sicurezza della combinazione è rimasto coerente con i risultati precedenti, senza nuove evidenze di rischio. In particolare, tra i pazienti con risposta completa confermata, gli eventi avversi di grado ≥3 sono stati inferiori nel gruppo trattato con enfortumab vedotin più pembrolizumab (61.7%) rispetto alla chemioterapia (71.9%). Inoltre, non sono stati segnalati decessi correlati al trattamento tra questi pazienti.

Meccanismo d’azione e implicazioni cliniche

Enfortumab vedotin è un coniugato anticorpo-farmaco che colpisce la nectina-4, una proteina altamente espressa nel carcinoma della vescica e agisce attraverso il rilascio dell’agente antitumorale monometil auristatina E, che induce la morte cellulare programmata (apoptosi).

Conclusioni

I dati aggiornati dello studio EV-302 confermano il potenziale trasformativo della combinazione enfortumab vedotin più pembrolizumab nel trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale. Con un’efficacia superiore alla chemioterapia e un profilo di sicurezza stabile, questa combinazione rappresenta una svolta significativa per i pazienti con la/mUC.