SIFO punta sul green procurement

Si è svolto settimana scorsa il 45° Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie – SIFO, che ha avuto tra i suoi temi centrali ambiente, global health e sfide green nella farmacia ospedaliera.
Sul green procurement si è espressa così Barbara Rebesco, componente del Direttivo SIFO e coordinatrice della sessione dedicata a questo tema.
“Sia SIFO sia tutto l’ambito europeo della farmacia ospedaliera stanno sviluppando una profonda cultura professionale dedicata al tema della global health e dell’ospedale verde, cioè l’ospedale a basso impatto ambientale.
Questo perché è evidente che possiamo offrire un contributo importante a una svolta di salute sostenibile, dal punto di vista del rispetto del pianeta, delle nostre città, della nostra salute personale.

Si sta, infatti, diffondendo la consapevolezza che i mondi del farmaco, dei dispositivi, della sanità ospedaliera devono essere in grado di curare i pazienti e allo stesso tempo non incidere sull’ambiente nella creazione di patologie derivate dagli squilibri generati dallo stesso sistema-salute.

Produzione del farmaco e del dispositivo medico, logistica, smaltimento: questi ambiti devono essere da noi monitorati e gestiti in modo differente rispetto al passato, se vogliamo che la salute sia effettivamente a basso impatto”.

“Il green procurement deve diffondersi su larga scala, anche se siamo consapevoli che sia un argomento da impostare perché nuovo e complesso.
L’approvigionamento di farmaci e dispositivi medici, soprattutto attraverso le gare, deve essere in grado di creare una premialità verso chi mostra di uniformarsi a protocolli che garantiscano una sostenibilità ambientale trasparente e valutabile.
SIFO è pronta a impegnarsi in questo senso, ma è necessario che tutto il sistema delle cure e del procurement sia impegnato unitariamente in questa direzione”.

Al Congresso SIFO si è parlato anche di criteri ambientali minimi in sanità.
Puntualizza Emanuela Omodeo Salè, componente del Direttivo SIFO e coordinatrice della sessione: “L’idea che l’ospedale sia non solo un luogo in cui si produce salute ma che rappresenti anche una potenziale minaccia ambientale è un concetto nuovo e al tempo stesso rivoluzionario.
La cultura dell’impatto ambientale è arrivata giustamente anche in ospedale, quindi anche noi farmacisti ci stiamo sempre più interrogando sul ruolo della professione in termini di capacità di contribuire a trovare soluzioni nuove a problemi nuovi, tenendo conto che anche la nuova legislazione europea ci porterà a interpretare un ruolo da protagonisti nel disegno di un ecosistema del farmaco a livello universale.

Un sistema che dovrà affrontare il tema in termini d’innovazione sostenibile e pulita che dovrebbe portare al ripensamento delle fasi di logistica, produzione, gestione e smaltimento”.

“Per SIFO efficientare i sistemi ospedalieri è un obiettivo necessario per ridurre l’impatto ecologico. Il primo suggerimento che lanciamo è istituire un green team ospedaliero, multidisciplinare e multiprofessionale. Gli obiettivi principali da perseguire sono: rifiuti, energia, presidi/dispositivi, farmaci, acqua e cibo. A nostro parere è fondamentale avviare una nuova cultura degli impatti sostenibili in sanità e il farmacista ospedaliero può esserne il promotore principale.

Sarà importante trovare un nuovo approccio al sistema delle cure: una nuova sanità deve essere cosciente della sua responsabilità nei confronti dell’uso delle risorse, della necessità di avere un basso impatto ambientale e dell’urgenza d’integrare sostenibilità, fiscalità, ambiente e innovazione in un unico framework”.